E’ un piovosa settimana di giugno qui a Torino, il weekend si avvicina e per scappare a questo clima uggioso decidiamo di andare a visitare le Gole de Verdon.

Per me mia sorella Alessandra  e il suo ragazzo Graziano è la prima volta, loro ci sono stati di passaggio un anno che tornavano dalla Costa Azzurra, io invece ne ho sempre sentito raccontare più che bene!

La voglia di fare la valigia, anche se per pochi giorni, è tanta. Massimo lavora e purtroppo non riesce a venire con noi, la prossima volta non mancherà!

Sono le 10:00 la nostra partenza, programmata alle 7, è già slittata causa sonno. Recupero con un caffè, un bacio a Massimo, che ancora dorme, e si va.

La strada è lunga, decidiamo di non prendere l’autostrada per goderci di più il paesaggio e risparmiare qualche soldino. Curva dopo curva arriviamo in Francia, dal finestrino della macchina si susseguono prati verdi, fiumiciattoli e campeggi ma la nostra destinazione è ancora un pò più giù.

La radio ci accompagna e io e Perlin, il carlino di mia sorella, ci godiamo il viaggio.

Finalmente siamo arrivati al campeggio dopo una breve sosta al supermercato del paese per il rifornimento dei viveri, che fame!

VERDON

Il bungalow che abbiamo affittato è splendido,  ci sono 2 camere doppie una cucina con tavolo da pranzo, un bagno con la doccia enorme e un favoloso terrazzo con tavolo per mangiare all’aperto… senza neanche domandarcelo prepariamo il pranzo al volo e mangiamo fuori.

Oggi il menù della casa prevede.. formaggi puzzolentissimi, patè, baguette, insalata di pomodori e un buon bicchiere di vino rosé.

VERDON

Finito il gradito pranzetto, saliamo di nuovo in macchina pronti per un giretto di esplorazione della zona, e tra cartine stradali e indicazioni reperite prima della partenza, cerchiamo di capire come sfruttare al meglio questi pochi giorni, intanto il sole splende nel cielo e su di noi.

 

il giorno seguente

Mi alzo alle 7.45, prima ancora che la sveglia inizi a suonare, una cornice di luce circonda le tendine della mia stanzetta, le apro e….. wow che cielo limpido! Ale.. Gra.., giù dalle brande guardate che bel sole! Siamo proprio nella zona delle gole, dove il fiume incontra il lago Sainte Croix.

Avevo letto che il modo migliore per esplorare questa zona sono i sentieri che attraversano il canyon, ce ne sono 3 principali, il sentiero Blanc Martel, l’Imbut e Il sentiero dei Pescatori, il più soft trai tre è il sentiero dei Pescatori, circa 3 ore di cammino, iniziamo con questo per farci un idea del posto.

Si parte dal colle de l’Olivier sulla D952 lasciamo la macchina qui, il percorso è ad anello, Il sentiero è ben segnalato, si segue la linea orizzontale gialla.

VERDON

Un sentiero in discesa ci accompagna attraverso il bosco, il terreno è sdrucciolevole e dobbiamo stare attenti a non scivolare mentre scendiamo, dopo qualche metro ci prendiamo la mano e possiamo goderci la meraviglia che ci circonda.

La flora è verde e rigogliosa chiudo gli occhi e un profumo di timo e ginepro mi avvolge, il sole mi scalda la pelle e una piacevole brezza si fa largo tra gli alberi. Non riesco a smettere di fare foto!

VERDON

Ogni curva è un occasione per fermarsi ad ammirare il panorama, il fiume si avvicina sempre di più e il suo intenso colore verde smeraldo si fa largo tra la vegetazione.

 

Decidiamo di fermarci nell’ ”agreable” area di sosta indicata sulla nostra mappa, uno scorcio di paradiso sulla terra, incontaminato e senza nessun segno di civiltà. Mi tolgo subito le scarpe, la voglia di immergere i piedi nell’acqua è irrefrenabile, freddina brrr ma che bella sensazione. Sfiliamo le nostre confezioni di taboulé vegetariano da 1€ e 40 dallo zaino e ci godiamo una spensierata mezzora di relax.

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Il sentiero di ritorno dopo un tratto che costeggia il fiume nel bosco torna a inerpicarsi fino ad arrivare nuovamente al Col De L’Olivier senza mancare la deviazione alle cascatelle un luogo in cui fare il carico di energia positiva!

Stanchi ma soddisfatti da questo suggestivo itinerario decidiamo di scendere al lago Saint Croix e noleggiare un pedalò per avere anche solo per un attimo la sensazione di attraversare le gole scivolando sull’acqua, cosa che ci siamo ripromessi di fare la prossima volta che torniamo.

Il tratto di fiume percorribile è breve ma il paesaggio è comunque mozzafiato.

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Alcuni nuvoloni neri si avvicinano rapidamente, tiro fuori la felpa che avevo nello zaino e facciamo in tempo a rientrare che iniziano a scendere le prime goccioline.

Ormai è pomeriggio innoltrato, il bel sole ha lasciato spazio a un temporale breve e rinfrescante e noi decidiamo di fare una tappa al vicino paesino Moustiers-Ste-Marie. Moustiers non rimane a bordo lago ma grazie alla sua posizione rialzata il panorama è incantevole.

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Il centro storico non è da meno, rimaniamo incantati dalla bellezza delle casette adornate in stile provenzale, i fiori sono i protagonisti, le casette tutte in pietra con le finestrelle di color pastello, le boulangerie che emanano profumo di pane fresco, i negozietti che vendono piattini vasi e citololine in maiolica e i gatti che si aggirano felici e spensierati su e giù per le stradine in ciottolato.

 

Tutto questo mi regala un meraviglioso senso di pace e benessere.

 

Avevo letto su un blog di una ragazza che era stata da queste parti di una gelateria che faceva dei gelati a forma di fiore, purtroppo non ricordavo il nome del posto ma girato l’angolo si materializza davanti a noila gelateria “Rosa di Ghiaccio” ma si… è proprio lei! Oltre all’aspetto caratteristico, che bontà.. gusto Lavanda.. ovviamente!

VERDON

Adesso è ora di rientrare, domani ci aspetta una lunga giornata e vogliamo riposarci un po.

Ceniamo nel bungalow e dopo una doccia e quattro chiacchiere andiamo tutti a dormire domani ci aspetta il sentiero Blanc-Martel, circa 14km di camminata.

 

il giorno seguente

Mi sveglia Alessandra esclamando “Buon primo novembre!!!” dopo qualche secondo realizzo,guardo fuori e….. che delusione, nebbia fitta e cielo grigio.

Ci sediamo a far colazione cercando di decidere la cosa migliore da fare, il tempo non è dei migliori vorremmo evitare di incamminarci e farci sorprendere da un temporale dopo poco.

Tra una tartina di pane e nutella e un altra passa circa mezz’ora e come per magia in pochi minuti la nebbia si dirada lasciando il posto al solito cielo azzurro, ci guardiamo esterefatti, raccogliamo gli zaini, siamo ancora in tempo per la navetta!

Alle 8:45 da Point Sublime un servizio navetta porta i passeggeri allo Chalet Maline da dove inizia il percorso in modo che, essendo un itinerario a senzo unico, una volta finito il sentiero ci si ritrovi direttamente alla macchina.

Sono le 8:40 e noi siamo puntuali al piazzale ad aspettare la navetta, intorno a noi altri escursionisti sono in attesa ma i minuti passano e della navetta non c’è ombra.. aspetta.. ma vuoi vedere che era quel pullman parcheggiato a bordo strada? Eh infatti si, era proprio quello e noi abbiamo perso la navetta. Taxi non ce ne sono, le soluzioni sono poche, decidiamo quindi di percorrere il sentiero nel senso opposto a quello consigliato (poi capiremo il perchè) e prendere la navetta del ritorno da Chalet Maline alle 17:30.

Il nostro itineraio  parte da couloir samson il sentiero costeggia fin da subito il fiume che si fa largo tra le pareti rocciose, eccolo è proprio lì..

VERDON

Risaliamo qualche scala in pietra e ci ritroviamo di fronte alle prime gallerie del percorso, la più lunga di 600mt scavate interamente nella roccia.

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L’atmosfera è surreale, non ci sono luci e avanziamo a rilento cercando di illuminare la strada di fronte a noi con le torce del cellulare, l’aria è fredda e umida e qua e là incontriamo diverse pozzanghere e prontamente ci finiamo dentro.

Quasi da subito si capisce il perchè si consiglia di fare questo percorso.. il paesaggio è incontaminato, ci sentiamo un pò esploratori anche noi!

 

Il sentiero sale e scende costeggiando il fondo delle gole, facciamo qualche sosta per bere e si prosegue, a metà sentiero incontriamo 18 rampe di scale incastonate nella roccia (274 gradini in totale). Alcuni passaggi sono piuttosto ripidi e inizio a sentire la necessità di far riposare un pò le gambe, così poco dopo decidiamo di fare la pausa pranzo alla Mescla, il punto in cui il fiume Artuby incontra il Verdon.

La spiaggetta di pietre bianche esalta l’azzurro turchese dell’acqua, si vedono grossi pesci nuotare indisturbati, il verde degli alberi ne fa da cornice, io non ho mai mangiato in un posto così bello! Scarto il mio panino e mi sento molto fortunata.

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Passano i minuti e noi vorremmo passare tutto il pomeriggio qui, ma purtroppo dobbiamo proseguire il cammino.

Ci rimettiamo in marcia e risaliamo nel sentiero, il paesaggio cambia passo dopo passo e ci ritroviamo ad attraversare un boschetto, seguiamo sempre l’indicazione del sentriero che questa volte è una striscia orizzontale bianca e una rossa.

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Le gambe sono ormai stanche e dopo 5 ore di cammino inizio a preoccuparmi per l’ultimo tratto in salita, il cartello segna 1 ora.

Ci facciamo forza e iniziamo a salire, dopo circa mezz’ora sbuchiamo dalla fitta vegetazione e finalmente si iniziano a vedere le creste delle gole, la strada che dobbiamo raggiungere è proprio lassù in cima!

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Finalmente io e Alessandra arriviamo a destinazione, Graziano ci aveva distaccato da un pò e con il suo passo era già arrivato su allo Chalet Maline.

L’ultimo tratto di sentiero è contornato da fiori gialli, sembrano dei festoni per il nostro arrivo si sente un fortissimo profumo di timo, non posso resistere ne prendo un pezzetto da piantare a casa. Mi sento gratificata, un po stanca ma mi pervade quella sensazione di come quando finisci un bel libro..

Come gli altri giorni anche oggi il cielo si sta ingrigendo inizia a piovere e si sentono i tuoni di un temporale non molto lontano mi godo una birra fresca soffermandomi a riflettere nel mentre che aspettiamo la navetta delle 17:30. Che bella giornata!!!

 

il giorno seguente

Ci alziamo di buon ora, è l’ultimo giorno e vogliamo goderci più cose possibili. Il sole ci accompagna anche oggi, puliamo il bungalow e carichiamo la macchina. In men che non si dica siamo già per strada, percorriamo questa volta la sponda sinistra del fiume, e dopo una deviazione attraverso le campagne in fiore rieccoci lungo il fiume.

 

VERDON

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Tra ponti e strapiombi l’altezza si fa sentire ma il panorama è mozzafiato!

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I borghi intorno al lago sembrano vivere in un tempo passato e passeggiando si respira un aria di semplicità e genuinità, ci soffermiamo ad osservare le file di casette appoggiate l’una attaccata all’altra quasi a fare a gara per non prendersi lo spettacolo dell’azzurro lago S.Croix.

VERDON

 

Nell’aria, un intenso profumo di lavanda, inebria già l’aria..

….ed a quanto pare non sono la sola ad amarla…  @ 🙂

Continuiamo il nostro giro dei borghi prima di avviarci sulla strada del ritorno, campi di grano dorati  si susseguono scorrendo dal finestrino, ci fermiamo a fare delle foto il silenzio ci avvolge e di colpo con una brezza d’aria piega le spighe di grano come fossero onde del mare, un enorme mare giallo si estende a vista d’occhio di fronte a noi. Questi ultimi attimi in paradiso io li voglio passare così.. con l’aria che mi scompiglia i capelli, scalza, a ballare..

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